mercoledì 5 febbraio 2014

Playlist 2014

  • Batman Arkham Origins (04/02/2014)
  • Metro Last Light (04/09/2014)
  • Wolfenstein: New Order (20/06/2014)
  • Middle-earth: Shadow Of Mordor (29/11/2014)

sabato 7 dicembre 2013

Play As You Go: Dark Souls Prepare To Die Edition #09

Se hai una ADSL "ballerina" giocare diventa un gran casino. Non me ne ero reso conto finché non ho avuto la brillante idea - dopo numerosi tentativi da parte delle loro agenzie nel corso degli anni - di cedere alle lusinghe di Vodafone. Da circa 20 giorni sono collegato con la loro chiavetta mentre, senza fretta, i loro tecnici cercano di attivare un ADSL.

Dopo una pausa per finire Far Cry 3 ho ripreso con Dark Souls e avere la connessione instabile rende a volte impossibile l'accesso ai savegame grazie alla collaborazione di Games For Windows Live, altra merdavigliosa invenzione.

Nei momenti in cui il gioco me lo ha permesso...

WARNING: Darks Souls Spoilers ahead!

...ho farmato le 20K anime necessarie per comprare il sigillo di Astoria ed accedere al boschetto della felicità, la nicchia abitata da cordialissimi bastardi all'interno di Darkroot Garden. Qui ho approfittato biecamente di un exploit uccidendo diversi nemici grazie alla loro dabbenaggine artificiale. L'algoritmo di pathfinding li spinge a cercare di raggiungermi saltando dalle scale verso la stretta passerella sulla quale li aspetto, ma il loro slancio li porta dritti dritti nel burrone. Nell'area si trova una specie di gatta selvatica gigante con cui stringere un patto. Da quel momento in poi i vari umani che presidiano la zona non aggrediscono più il giocatore. Come bonus ricevo in regalo un anellino che dovrebbe permettere alla bestia di evocarmi durante le battaglie per portare soccorso e spartire il bottino. Non ho ancora provato.

Ho speso il gruzzolo di anime per acquistare i kit per riparare e potenziare le armature e per guadagnare un ulteriore livello, poi ho ripreso la strada della quest principale andando verso Sen's Fortress. L'ingresso è difeso da due teste di serpente poco amichevoli e abbastanza toste. Usando in modo intelligente la trappola dell'ingresso si riesce quasi sempre a eliminarne uno. Lo scontro alla pari è decisamente più gestibile. Il passo successivo è una passerella protetta da diverse lame oscillanti. In fondo alla passerella un altro testa di serpente guerriero, dal balcone una testa di serpente che lancia fulmini, sotto - in caso di caduta - almeno un altro tritone sciancato, parente di quello ucciso all'ingresso di Darkroot Garden. Attirando il guerriero verso le lame si riesce a farlo cadere ed evitare lo scontro. Si prosegue verso il labirinto di trappole e serpenti, difficoltà gestibile.

Però un altro episodio mi costringe a dubitare della buona fede di From Software. Una specie di montacarichi - con il piano insanguinato, quindi ovviamente pericoloso - fa la spola automaticamente tra piano superiore e inferiore. Ci salto su. Vado verso l'alto. Vengo schiacciato contro le lame poste sul soffitto. Sopravvivo. Il viaggio riprende verso il basso. Scendo al piano inferiore. Mi accoglie uno scrigno. Ok, è la ricompensa per i miei sforzi. Macché, è un mimic (in D&D si chiamavano così i mostri che prendevano l'aspetto di uno scrigno per azzannare il giocatore incauto). Beh, indebolito dalle ferite delle lame ho chiuso lì la mia avventura, lasciando sul terreno più di 6000 anime e con la prospettiva di un percorso incasinatissimo da ripercorrere da capo.

Un gioco in cui non si abbia la possibilità di affrontare le sorprese e cavarsela al primo colpo con la propria abilità non è un gioco leale. Bisogna ripetere sempre lo stesso lungo percorso - sperando di non sbagliare mai - per imparare la posizione delle trappole, il tipo di nemici, la strategia migliore. Preferisco sempre i giochi dove si muore per mancanza di abilità piuttosto che quelli dove si muore perché le regole vengono cambiate senza preavviso.

domenica 1 dicembre 2013

Verdetto: Far Cry 3

Far Cry 3 è un prodotto interessantissimo che ho avuto modo di finire solo oggi. Anche questo gioco ha risentito, come Borderlands, Rage e Dark Souls, di quel calo di zuccheri che a volte mi costringe a far sedimentare la reazione del primo impatto e a riprovare dopo mesi.

Contenuto artistico, recitazione, sceneggiatura e game design sono al livello che si può aspettare da un team solido come quello di Ubisoft.

L'impatto audio-visivo è simile a quello che ebbe il primo Far Cry, un titolo che ebbe il merito di spalancare gli scenari e cambiare l'approccio claustrofobico che aveva caratterizzato gli shooter fino a quel momento. L'immensa isola tropicale in cui si dipana la trama del gioco è ricca di dettagli e di luoghi in cui perdersi. La recitazione è impressionante - sopratutto Vaas - e la trama è ricca e piena di situazioni e personaggi, di scene intense.

A livello di game design è stata fatta una scelta coraggiosa, un amalgama ardito: Far Cry 3 è FPS con un albero delle abilità e una sottile strato di crafting che lo fanno virare verso il RPG; ha una trama nitida e delle missioni a tempo che - come un imbuto - fanno confluire il gioco verso uno dei due finali, ma ha anche un'ambizione sandbox ed esplorativa con le varie collezioni e le torri radio da conquistare. C'è persino lo stealth e una spruzzata di action, con i Quick Time Events.

Il gioco soffre un po' nelle interazioni con gli oggetti: perquisizioni dei corpi, accesso ai veicoli e alle torrette, vending machine e casse. Per evitare eccessivi malditesta nelle scene più affollate i programmatori hanno dato un focus strettissimo agli oggetti, spesso difficile da beccare.

Sarà che sono in pausa da Dark Souls ma mi è sembrato che il livello di difficoltà sia molto gestibile: gli obiettivi sono fissati in modo chiaro sulla mappa, c'è il navigatore e il fast travel, le armature, le munizioni e gli hit points ricaricabili.

Non sempre le varie sezioni di gioco si innestano fluidamente, i due finali sono entrambi molto belli ma un po' assurdi, ma si tratta di un piccolo capolavoro a cui dedicare un bel po' di ore.

martedì 19 novembre 2013

Play As You Go: Dark Souls Prepare To Die Edition #08

Partita breve.

WARNING: Darks Souls Spoilers ahead!

Sen's Fortress va affrontata con cognizione di causa, quindi per ora volto le spalle e consolido il personaggio. Intanto ho farmato le anime necessarie per l'upgrade della Drake Sword con la seconda scaglia di drago raccolta sulle rive di Ash Lake. Ho scelto Darkroot Garden sia perché sapevo che c'erano ancora angoli inesplorati sia perché i guardiani di pietra lì danno abbastanza punti senza rappresentare una sfida impossibile. Sto continuando a indossare l'armatura leggera per sfruttare la velocità di ricarica della barra di stamina e bisogna ammettere che ha i suoi pregi. Nel giardino dei Finti Cespugli ho trovato un primo passaggio segreto nascosto da un albero. Conduce a un laghetto dove l'unica cosa significativa - parte una manciata di coloratissimi e aggressivi mostri rana - è il Wolf Ring protetto da due guardiani di pietra che hanno la tendenza a intrappolare il giocatore in uno stretto cunicolo.

Cercavo in realtà un'altra area ma ho scoperto che è accessibile attraverso la porta sigillata da un meccanismo accanto al falò di Darkroot Garden. Per aprire quella porta - apprendo - serve una "chiave" venduta dal fabbro che vuole 20K anime. Quindi mi sa che il farming tornerà a essere indispensabile.

Noto che esistono ben due wiki dedicati a Dark Souls. Una testimonianza di devozione notevole e nello stesso tempo di mancanza di pietà dei game designer e di coesione da parte dei giocatori.

Già che c'ero ho dato un'occhiata ai video del prossimo capitolo, Dark Souls 2. Pare che abbiano lavorato sulla grafica e sull'interfaccia utente, individuando due punti deboli di un prodotto che per stare al passo con i tempi non possono essere trascurati. Staremo a vedere se la cura nella confezione sarà seguita da altrettanta cura nel design e da un approccio che non semplifichi il gioco quanto le sue meccaniche.

lunedì 18 novembre 2013

Play As You Go: Dark Souls Prepare To Die Edition #07

Ché poi alla fine non è tanto Blighttown, il problema...

WARNING: Darks Souls Spoilers ahead!

...quanto il fatto che arrivati sino in fondo ci si trovi di fronte al solito crocevia verso molteplici forme di ignoto.

Dopo aver sanguinosamente attraversato il groviglio di scale, passerelle e salti nel buio si arriva a una schifosa palude putrida dove non mancano i motivi di bestemmia. Per prima cosa rimanere troppo a lungo nell'acqua provoca avvelenamento. Inoltre l'acqua melmosa rallenta i movimenti. Infine ci sono i nemici volanti che si tirano fuori portata dagli attacchi pure melee accompagnati da giganti che ti riducono in purèe di mele grazie a pesanti massi.

Insomma l'ennesimo disincentivo all'esplorazione dopo che il gioco ha chiarito che proprio quella è la chiave di volta - ma su questo ulteriori considerazioni dopo.

Grazie ai suggerimenti preziosi del wiki per prima cosa riesco a mettere le mani su una scaglia di drago (per potenziare l'omologa spada) e poi adotto la strategia "reverse hollowing" per permetere l'invasione di Maneater, una guerriera francamente molto facile da eliminare. Averla sconfitta mi permette di evocarla nuovamente per lo scontro con la strega aracniforme. Maneater si dimostra un utile diversivo mentre attacco Quelaag alle spalle. Incredibilmente al primo tentativo sconfiggo la octopode e riesco a suonare la campanella. In lontananza risuona il rumore di pietra che striscia sulla pietra (cit.) ovvero parte il filmato che mostra un mostro mentre solleva il pesante cancello che chiudeva la Sen's Fortress.

Un muro illusorio conduce alla sorella di Quelaag, un altro dei numerosi segreti troppo ben nascosti del gioco... vedi sempre più avanti per la considerazione finale.

Da qui inizia la vera odissea. Infatti si aprono di fronte a me tre strade: tornare su attraverso BlightTown fino a Sen's Fortress, inerpicarmi giù lungo Great Hollow ed esplorare Ash Lake oppure proseguire fino al regno dei demoni presidiato dal gigante di lava Ceaseless Discharge.

Vado a prendere il (facile) bottino di anime di Ceaseless Discharge attraverso un evento scriptato che mi lascia assai perplesso. Uso le anime per livellare un po' e decido di conservare - stupidamente - una parte del bottino sperando di riuscire a tornare dal fabbro per aumentare la potenza della Dragon Sword.

Qui commetto un immenso errore di valutazione - incoraggiato/fuorviato dal wiki. Anziché assecondare il filmato che invitava a proseguire per Sen's Fortress scendo in fondo al lago di lava, ora prosciugato. Mi attende un simpatico villaggio di Capra Demon. Sì, esatto, quei Capra Demon. Era un boss troppo bastardo per non sfruttarlo ancora, no? Qui la mia testardaggine è stata punita: dopo numerosi tentativi di combattere il demone provo a evitarlo correndo verso il nuovo falò. Purtroppo il falò è presidiato da un verme gigante che sputa acido e riesce a intaccare la mia spada!

Rinfodero la preziosissima Dragon Sword e decido di provare la strada di Great Hollow con la spadina di carnevale di Zorro. Chiaramente se i basilischi mi avevano fottuto nei Depths, una zona dove non si doveva fare l'equilibrista, figurati ad Alberobello! Sulle sponde di Ash Lake con metà hit points non si campa a lungo, e inoltre mi pare l'ennesimo posto inutile. Con la morte nel cuore, ma soprattutto in un altro posto, indosso l'armatura leggera e inizio la risalita da Ash Lake su fino a Undead Parish. Non dico nemmeno quante volte ho ricaricato.

Grazie al bottino di anime conquistato durante la cristallina (nel senso blasfemo del termine) scalata riesco a curarmi dalla maledizione e con sicumera ingiustificata mi dirigo verso la fortezza, ora aperta.

E di primo acchito riesco persino a sconfiggere i due figli di serpenti all'ingresso, esaurendo quasi tutte le fiaschette Estus e aiutato in parte dalla trappola che gli sviluppatori hanno ben pensato di piazzare per rendere il gioco meno banale. C'è da dire che in questo il gioco è onesto: trappole e dirupi funzionano altrettanto bene sui nemici.

Investo subito le anime saccheggiate nel potenziamento della spada, ma al secondo scontro i due rettiliani mi sbriciolano. Tempo di ragequittare.

I passaggi a vuoto di questo gioco causano enorme sofferenza. Ci sono delle lunghe propaggini che si allontanano molto dall'hub centrale (rappresentanto da Undead Burg/Firelink Shrine) e quindi dai vari mercanti, fabbri e scorciatoie. Diventa indispensabile munirsi di tutti gli attrezzi e i materiali per non rimanere tagliati fuori, ma questo richiede un grinding pazzesco perché i minion non danno assolutamente anime a sufficienza per gli artefatti più potenti. Inoltre alcuni artefatti molto importanti perché semplificano la vita si possono trovare solo molto tardi nel gioco. Ad esempio l'oggetto che permette di teletrasportarsi tra un falò e un altro, oppure l'anello che riduce la visibilità e il raggio di "aggro".

Riapro la parentesi sull'esplorazione, fondamentale per recuperare artefatti e per aprire scorciatoie. Purtroppo perlustrare per bene le varie zone è un'impresa rognosa per via delle difficoltà ambientali (la palude velenosa, le passerelle mobili, i dirupi), per il respawn istantaneo e quasi totale dei nemici, per la scarsità di punti di ristoro, per la totale assenza di mappa di gioco e di indizi dei luoghi nascosti.

Tutte le cose che so del gioco le ho apprese dal meraviglioso Wiki perché apprenderle con il metodo "trial & error" scelto da From Software richiederebbe una seconda vita. Non sarebbe stato male un sistema di informazioni più curato, con dialoghi e libri, anche faticoso da leggere nel dettaglio ma più esauriente. Tutto troppo oscuro, tutto troppo criptico, tutto basato sul falso presupposto che il tempo del giocatore sia infinito.

sabato 9 novembre 2013

Play As You Go: Dark Souls Prepare To Die Edition #06

Blight Town tiene fede al suo nome e si presenta subito come un fetido groviglio, ostico persino per i NPC che mentre inseguono il giocatore sulle strette passerelle vanno a fracassarsi le ossa nei dirupi sottostanti. A proposito: questa tecnica può rappresentare un ottimo metodo per disfarsi di un nemico, ma la presenza degli elementi platform testimonia l'imbastardimento di un genere in cui non dovrebbe essere l'abilità manuale del giocatore l'ago della bilancia della difficoltà.

Anche se questa tappa è necessaria devo rimandare la mia gita in questo covo di simpaticoni perché...

WARNING: Darks Souls Spoilers ahead!

...grazie a un inutile basilisco mi sono ritrovato con la metà dei punti ferita. La maledizione è una vera maledizione: te la porti appresso anche dopo essere schiattato e girare per Dark Souls con la barra dei punti vita dimezzata è completamente folle. Il problema è che per guarire bisogna o fare un viaggio infernale o rivolgersi alla mercante non-morta che però è molto esosa. Dopo aver farmato le 6000 anime necessarie ho deciso di approfittare per dare una ripulita a fondo.

Ho ucciso il black knight di Undead Burg prendendo l'anellino a cui faceva la guardia. Ho fatto fare la stessa fine a un suo collega in cima a una torre all'ingresso di Undead Parish. Ho fatto una capatina da Havel The Rock - un osso duro con cui anche alcuni boss finali se la vedrebbero molto brutta.

Veloce, forte, corazzato e pieno di punti vita: il carrarmatone abita(va) nella stessa torre che in cima ospita(va) il Taurus Daemon. Si può accedere - come sospettavo - al suo buen retiro usando la chiave trovata nella torre della Moonlight Butterfly. In pratica è la scorciatoia da Undead Burg a Dark Root Basin. Per averne ragione bisogna applicare la solita regola: stare sulla difensiva e contrattaccare senza farsi prendere dalla fretta, pena l'ennesima ripetizione del tragitto dal falò alla zona del boss. Il premio di tanta accortezza è un anello che aumenta del 50% la capacità del nostro eroe. Ecco come faceva il bastardone a correre come una gazzella portandosi addosso la carlinga di un 747.

Il bilanciamento della difficoltà di questo gioco è stato fatto troppo superficialmente: la non linearità può essere un bene ma è incredibile che alcuni boss siano più facili dei miniboss e che esistano creature in grado di uccidere istantaneamente e CONTEMPORANEAMENTE imporre una maledizione curabile solo con peripezie invereconde. Speriamo che Blight Town non sia la goccia che manca per la disinstallazione definitiva... anche perché a occhio e croce sono circa a un quarto del percorso totale!

Play As You Go: Dark Souls Prepare To Die Edition #05

Diciamo che l'ingresso di Blight Town mi ha un po' spaventato e così ho deciso di tornare indietro.

WARNING: Darks Souls Spoilers ahead!

Non solo il primo approccio con Blight Town mi ha demoralizzato - si incontrano da subito dei nemici tostissimi - ma non mi andava nemmeno di aver lasciato indietro la farfallona di Darkroot Garden e di non aver visto Dark Root Basin e Drake Land (o come si chiama).

Così ho fatto il percorso a ritroso fino ad André (il fabbro di Undead Parish) e ho approfittato per consegnargli le braci necessarie per la forgiatura di alcune armi magiche. Penso di aver sbagliato a voler visitare subito Darkroot Basin perché sospetto che uno dei drop della Moonlight Butterfly serva in quella zona. Comunque un cavaliere difende il falò e l'ascensore che portano a Drake Land. Dopo averlo fatto fuori ho tentato un primo approccio agli scaglionati, ma mi hanno dato l'impressione di essere ancora troppo per me, anche se la battaglia non si può considerare impari. Scendendo ulteriormente si arriva a Dark Root Basin. Intorno allo specchio d'acqua ci sono dei giganti di cristallo abbastanza "morbidi", ma al centro del lago un'idra sputa da ciascuna testa una sostanza venefica abbastanza potente e difficile da schivare. Visto che c'era una porta chiusa ho pensato di rivolgere le mie attenzioni altrove, per il momento.

Ne ha fatto le spese la farfallona, già che mi trovavo in zona. Un combattimento abbastanza facile, una volta compreso il meccanismo: si deve attaccare con armi da lancio (o incantesimi, se è quella la strada scelta). Quando è indebolita abbastanza la farfalla si posa sulle mura ed è vulnerabile agli attacchi melee. Il mio personaggio non è un granché con l'arco, ma quando dopo un po' di balletti sono riuscito a farla posare l'ho quasi uccisa con la mia Drake Sword. Il resto è stata questione di due frecciatine, davvero.

Appurato che Dark Root Basin e Drake Land non sono ancora alla mia portata continuo sul percorso che mi viene suggerito e torno rassegnato a Blight Town.

Una breve ricerca sull'eroico wiki di Dark Souls mi ha permesso di farmi un'idea di cosa mi aspetta nel luogo infernale. A quanto ho capito mi manca un anellino veramente indispensabile... bisognerà che me lo procuri!